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La storia degli utensili da cucina in tre oggetti straordinari

Scritto da Tom | 31 gennaio 2020


L’idea di casa si mescola spesso con il concetto di cucina, che è infatti il luogo dove spendiamo la maggior parte del nostro tempo e quello che probabilmente può riportare alla memoria i ricordi più belli. Qui si possono trovare anche alcuni oggetti davvero curiosi e dagli usi inaspettati. Per celebrare la nostra nuovissima categoria di cucina e sala da pranzo , abbiamo dato un’occhiata ad alcuni utensili da cucina degni di nota, con l’aiuto del nostro esperto di antiquariato e curiosità, Ger van Oers.


Cristalleria Baccarat


La cristalleria e gli articoli per la tavola sono stati a lungo patrimonio di eleganti stili di vita e padroni di casa. In particolar modo quando si parla dei cristalli Baccarat. Considerato il re assoluto dei cristalli (anche perché è molto popolare proprio tra i reali), Baccarat Crystal (il produttore) è il creatore di alcuni dei migliori pezzi di cristalleria al mondo. Il suo fascino regale è tanto più suggestivo se si considerano i suoi modesti inizi nella piccola città francese di Baccarat, nel lontano 1765.


Il villaggio di Baccarat era famoso per la produzione di vetro e gli investimenti nella zona aiutarono l’attività a prosperare per decenni. Mentre Baccarat cresceva, un’altra vetreria francese stava subendo importanti cambiamenti. Nel 1815, all’epoca in cui si stavano tracciando i confini formali del Belgio, la nota vetreria di Voneche si ritrovò al di fuori del territorio francese in Belgio. Il proprietario, deciso a proteggere i suoi legami con la Francia, acquistò la vetreria Baccarat, nota come Voneche-Baccarat. L’azienda fu poi ribattezzata Compagnie des Cristalleries de Baccarat, specializzandosi in cristallo di alta qualità. 



Questo tipo di cristalleria è un po’ più comune al giorno d’oggi, ma resta ancora fedele al suo passato regale


Il lavoro di Baccarat con lo Zarato russo contribuì a rendere famosa la cristalleria che tutti noi conosciamo oggi. I bicchieri di cristallo erano impreziositi da colori e incisioni (in particolare oro e rubino) ed erano accessori essenziali in occasione di banchetti e cene. Si racconta addirittura che uno zar avesse la peculiare usanza di non far bere nessuno da un bicchiere che aveva toccato le labbra di un altro, il che purtroppo significò la fine di molti calici Baccarat. «Ogni regnante in Europa li usava», dice Ger. «La gente normale voleva sentirsi altrettanto speciale, anche per questo il marchio è diventato così popolare».


L’affettatrice Berkel


Se parliamo di utensili da cucina insoliti, non possiamo non menzionare l’affettatrice. Forse potrà suonare strano, ma – come per la cristalleria – c’è l’affettatrice moderna di tutti i giorni e poi c’è l’affettatrice Berkel. Considerata da alcuni un pezzo di design eccezionale, questa affettatrice non perde un colpo sin dal 1898, quando fu inventata dal macellaio e ingegnere olandese W.A. Van Berkel. Van Berkel era ormai sempre più stanco di tagliare la carne a mano col suo coltello, soprattutto considerando le lamentele dei clienti per l’irregolarità dei tagli. Allo stesso tempo, il ceto media si andava affermando e i macellai avevano bisogno di strumenti migliori per soddisfare l’aumentata domanda di carne. 


Sfruttando il suo spirito imprenditoriale, Van Berkel sviluppò un volano azionato a mano che si collegava ad un carrello mobile e ad un semplice sistema di ingranaggi. In questo modo, quando veniva fatto girare il volano, a suo volta si azionava la rotazione di una lama concava contro la carne, che tagliava delle sottili strisce durante il processo. Si trattava di un’invenzione altamente funzionale e piuttosto ingegnosa. La sua duratura popolarità dimostra il grande impatto che ha avuto sul mondo culinario.



Queste affettatrici sono spesso usate come oggetti da esposizione in ristoranti stellati Michelin


Non è solo la funzionalità delle affettatrici Berkel ad essere ammirata, ma anche la loro forma. Ger ci spiega: «C’è una grande attività di restauro che ruota intorno alle macchine Berkel. I ristoranti stellati Michelin le acquistano come status symbol perché sono pezzi classici ma comunque di tendenza grazie al loro stile industriale». Sono dei veri e propri oggetti da collezione grazie alla maestria artigianale con cui sono costruiti: lavorati con dettagli quasi scultorei, completi di piedini ad artiglio. Quindi la prossima volta che ti verrà servita una pregiata fetta di prosciutto, dovrai probabilmente ringraziare una Berkel. 


Lo sbucciamele


L’umile e compatto sbucciamele non è stato sempre così piccolo come oggi. I vecchi sbucciamele erano infatti aggeggi ingombranti e il processo di sbucciatura delle mele era spesso qualcosa di simile ad uno sport di squadra (che poteva richiedere anche giorni nel caso di raccolti abbondanti). Nel XIX secolo, in alcune città degli Stati Uniti si tenevano degli eventi chiamati “paring bee”. Si trattava di una sorta di raduno per pelare le mele, in cui una persona lavorava alla macchina per la sbucciatura, destreggiandosi tra cumuli e cumuli di mele, mentre un altro gruppo aveva il compito di detorsolare e affettare. Si racconta addirittura che le giovani donne nubili gettassero gli scarti alle loro spalle, nella convinzione che le bucce avrebbero formato le iniziali del loro futuro marito posandosi sul terreno.



Gli sbucciamele vecchio stile erano grandi aggeggi leggermente più ingombranti rispetto a quelli compatti che usiamo oggi


L’introduzione di un vero e proprio strumento per sbucciare le mele attorno al 1870 ha risparmiato fatica e probabilmente cambiato la vita a moltissime persone. Intere famiglie che passavano le giornate a sbucciare mele per poterle conservare prima dell’inverno, adesso non dovevano fare altro che infilzare una mela su una forchetta dentellata, girare una manovella e osservare le strisce di buccia che si staccavano in pochi istanti. Questi strumenti contribuivano a rendere più semplice la vita, soprattutto quella delle donne che spesso avevano il compito di cucinare e preparare tutto. Oggi, invece, servono a ricordarci la mole di lavoro che era necessaria per provvedere alla famiglia e semplicemente sopravvivere. Gli sbucciamele sono ormai dispositivi ridotti e compatti, ma restano testimonianze storiche e significative di un passato ben più complesso. 


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