Storia

L’autopsia di Napoleone e le scatenate teorie del complotto

Scritto da Beulah | 7 agosto 2019

Un accanito comandante di successo con molteplici campagne vincenti e due volte imperatore di Francia: Napoleone Bonaparte è stato uno dei giganti della storia. Ma si sa, da un grande potere deriva grande confusione. I miti e i luoghi comuni che si sono creati attorno alla figura di Napoleone sono spesso riconducibili alla sua autopsia.

Napoleone era basso

L’uomo conosciuto con il soprannome di “Little Boney” dagli inglesi e “Il piccolo caporale” dalle sue stesse truppe aveva una rispettabile altezza di 174 cm. Si trattava di un’altezza al di sopra della media tra i contemporanei di Napoleone, quindi in che modo i pettegolezzi sono stati accettati come fossero realtà? “Il piccolo caporale” era un appellativo affettuoso — riferito allo spirito di squadra di Napoleone — ma fu la sua autopsia che consolidò il mito.


Una statua di Napoleone a Les Invalides

I nemici inglesi di Napoleone si dilettavano a chiamarlo “Little Boney”, tanto più che Napoleone tendeva a circondarsi di membri della Guardia Imperiale che, nella grande tradizione di guardie del corpo tipica di tutto il mondo, erano più alti di lui. All’epoca della morte di Napoleone, il “piede” inglese era un po’ più corto rispetto a quello francese. Quindi, quando un medico francese condusse l’autopsia di Napoleone registrò l’altezza del Piccolo Caporale come 5'2" (158 cm, secondo la misurazione inglese). La stampa inglese fu fin troppo felice di trasmettere la notizia, nonostante una traduzione accurata secondo la misurazione inglese sarebbe dovuta essere 5'7".

Napoleone è stato avvelenato

L’autopsia che diede alla stampa inglese la licenza di travisare l’altezza di Napoleone creò anche una certa confusione su quale, esattamente, fu la causa della sua morte. Mentre all’epoca era ampiamente accettata la conclusione che Napoleone fosse morto per una formazione tumorale nello stomaco, i teorici contemporanei hanno dato molta importanza al fatto che il corpo di Napoleone fosse stato “manomesso” prima dell’autopsia. All’indomani della sua morte: il personale di Napoleone gli rasò il viso, lavò il corpo e lo riportò a letto.


Un’illustrazione incisa vintage di Napoleone a Sant’Elena

Dopo l’autopsia, fu dato molto peso al fatto che il medico legale (Dr François Antommarchi) avesse rimosso lo stomaco e il cuore di Napoleone. Il motivo era di inviarli alla moglie di Napoleone, Maria Luisa, come macabro omaggio. Cosa stavano cercando di nascondere i dottori, esattamente? Era in atto un vero e proprio complotto per coprire un attentato? Oppure, come afferma una delle teorie più stravaganti, Napoleone fu ucciso dalla carta da parati a base di arsenico della sua stessa casa? Di certo, può essere tragicamente piacevole prendere in giro le teorie cospirative sulla morte di Napoleone, ma la risposta ampiamente accettata è che la morte del Piccolo Caporale sia stata terribilmente banale.

Il pene di Napoleone ha viaggiato fino agli Stati Uniti.

L’esito forse più controverso riguardo l’autopsia di Napoleone fu quello che accadde al “piccolo caporale” del Piccolo Caporale. La storia narra che il dottor Antommarchi concluse l’autopsia rimuovendo il pene di Napoleone, consegnandolo poi a Padre Ange-Paul Vignali, il prete responsabile dell’estrema unzione di Napoleone. Potrebbe sembrare una procedura alquanto bizzarra, anche se, ripensando ai souvenir macabri recapitati a Maria Luisa, il tutto diventa un po’ più credibile.


Sciabola di un generale francese del periodo delle guerre napoleoniche

A quanto pare i parenti di Vignali riuscirono a vendere il pene che, nel 1977, arrivò nelle mani di un urologo di Filadelfia, Karl Lattimer. Solo dieci persone sono state autorizzate a vedere il pene di Napoleone da quando questo è stato acquisito da Lattimer, benché siano stati effettuati test ai raggi X e Evan Lattimer (figlio di Karl) ha confermato che il pene è “molto piccolo”.

Purtroppo, si tratta ancora una volta di una traduzione errata dal francese all’inglese. L’autore Shannon Selin fa notare che il catalogo d’asta che originariamente riportava il pene di Napoleone (nel 1924) affermava che l’oggetto messo all'asta era stato verificato dalla Revue des Deux Mondes, memoriale postumo di St. Denis. Selin osserva che: “La versione francese di quel passaggio nel Revue des Deux Mondes (1921) dice che Antommarchi “avait extrait d’une côte deux petits morceaux,” che diede a Vignali. “Une côte” è una costola. In nessun punto del memoriale Saint-Denis dice che il pene di Napoleone fu rimosso.”


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